LA FRANCIA CHE HO CONOSCIUTO

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Un libro di Roberto Giardina. Lo storico corrispondente de Il Giorno e di QN in viaggio dalla Costa Azzurra a Strasburgo (passando per il Belgio).

A chi già conosce la Francia per esserci stato afferra la nostalgia di tornarci. A chi non c’è stato la voglia di andarci. Succede questo, leggendo il libro “Attraverso la Francia”, edito da Bompiani e scritto da Roberto Giardina, il vecchio corrispondente da Berlino, ma prima ancora da Parigi e altre capitali d’Europa, de Il Giorno e degli altri quotidiani riuniti sotto la sigla del Quotidiano Nazionale.


Giardina sa evocare atmosfere, sapori, suoni dei luoghi che ci fa visitare e, insieme, rievocare personaggi che in quei luoghi hanno vissuto quando non legati ad essi per sempre, ben descrivendo l’ambiente, i paesaggi, l’epoca. Quest’ultima sempre confrontata con l’oggi. Un viaggio che dalla Costa Azzurra ci porta a Parigi, non prima però di essere risaliti per la Provenza e la valle del Rodano, la Corsica e i Pirenei fino alla romantica Biarritz sulle coste dell’Oceano, la Loira e, come trascurarle?, la Bretagna e la Normandia.

La scrittura di Giardina, guidata da una mano sicura ed esperta quanto pervasa da un forte sentimento che, in certi momenti si veste di luce poetica, ci guida alla scoperta di un mondo spesso inedito, fatto di particolari, dettagli, episodi e aneddoti talora segreti, che rappresentano il tocco del grande giornalista abituato a dare ai suoi lettori informazioni esclusive o quasi. E, se non esclusive, dimenticate, perché appartenenti a quella piccola storia che sta dietro la grande storia, spesso la prima causa e ragione della seconda.

Potete immaginare il ventaglio di curiosità. Solo nel capitolo della Costa Azzurra si parla di Napoleone Bonaparte e del suo sbarco dall’isola d’Elba dov’era prigioniero a Golfe-Juan e da lì verso Parigi per riprendersi il potere, così tracciando il percorso della Route Napoleon, ovvero la RN85; si parla di Grace Kelly e il rosa e il nero della sua vita, di Isadora Duncan, Francis Scott Fotzgerald e di sua moglie Zelda, ma anche di Katherine Mansfield e D.H.Lawrence che qui erano venuti a curarsi della tisi o di Re Leopoldo II del Belgio che dopo una crociera sulla Čote si trasferì qui godendosi la vita. E poi Matisse, Françoise Sagan, Graham Greene.

Su questa linea, che rende particolarmente viva la narrazione, integrata da molte annotazioni non esenti da ricordi personali, si muove tutto il libro che va a costituire una singolare guida, forse unica nel suo genere, di un grande Paese, che naturalmente non si ferma a Parigi, anche se, per la sua importanza storica e culturale, la parte che la riguarda è la più ampia del libro (ma qui ci fermiamo in compagnia di Ernest Hemingway, Pablo Picasso, Henry Miller, Amedeo Modigliani, James Joyce, Gertrude Stein, un elenco lunghissimo e ricchissimo di personaggi, eventi, storie, strade, quartieri. Riviviamo il Sessantotto e, prima, la stagione degli esistenzialisti e così via). La strada poi prosegue per la Borgogna con le sue vigne, l’Alsazia, la Lorena, le Ardenne con le loro guerre, i conflitti e lo spostamento dei confini ora in favore della Francia ora della Germania, fino allo storico incontro tra De Gaulle e Adenauer, nella casa che il vecchio generale si era comprato per esserne proprietario solo finché era in vita (con una formula vigente in Francia, ma non da noi, chiamata viager, per cui sei proprietario della casa finchè sei in vita e poi basta), casa in cui fu sancita la pace futura tra i due Paesi e gettate le basi per l’Europa Unita. Quella Europa Unita che ha in una città dell’Alsazia, cioè Strasburgo, la sede del suo Parlamento.

Dalla Francia non manca un passaggio nel vicino Belgio, per i tanti legami che uniscono i due Paesi. Basti pensare a Jacques Brel o a George Simenon, nati in Belgio e adottati dalla Francia, senza dimenticare il piccolo ma ricco principato del Luxemburgo. Tutti itinerari, tra l’altro illustrati dalla matita e colori di Alessandra Scardella, da portarsi dietro per un viaggio non banale che l’autore, tra un capitolo e l’altro, supporta di tante informazioni pratiche che si raccomanda di tenere presenti, qualora si decidesse di attraversare la Francia e, come dice il sottotitolo del libro, “senza dimenticare il Belgio”.