L’ETERNA LOTTA TRA GUTENBERG e ZUCKERBERG

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Come leggeremo le notizie questa estate? Sfogliando il cartaceo o scorrendo lo smartptone? Ma forse la vera misison è quella di convincere il pubblico a leggere.

Il dilemma è sempre lo stesso. Stavolta più che mai accentuato. Sarà l’estate che fa capolino. Il giornale in spiaggia come lo leggeremo? Sfogliandolo o scorrendolo? È chiaro che parliamo dei quotidiani ai tempi del web e dei social. La carta è in crisi perché i (non) lettori sfogliano le news sullo smartphone, si urla dappertutto.

Comodo, certo. Ma la lotta non è tra lettura su carta e lettura su schermo digitale. La lotta è un’altra. È la resistenza della lettura. Sovviene un accanimento concettuale di un illuminato come George Horwell quando capì che i suoi romanzi sarebbero stati trasformati nell’edizione economica, cioè accessibili a tutti, e quindi avrebbe perso qualche spicciolo sui diritti d’autore. Cioè, ne avrebbe guadagnato il pubblico. E anche qui è la questione resta il pubblico, che guadagna rispetto all’evoluzione dello strumento che si usa per comunicare e leggere. Quindi la lotta non è tra i mezzi utilizzati per veicolare, ma nella produzione di notizie. E aggiungerei non solo sfogliare o scorrere, ma anche leggere e approfondire. Il pubblico è bombardato da notifiche provenienti dai social e dai giornali a cui si è ‘naturalmente’ abbonati, da edicole che ti rincorrono proponendo a prezzi irrisori una testata con più supplementi e inserti di forte interesse. Quindi, il pubblico ha vasta scelta, a volte è disorientato dalla cascata di offerta editoriale, per questo non è capace a discernere, seppure poi si lascia sedurre da festival letterari che registrano sold out in ogni dove. Come reagire a questo assedio della notizia, a questo finto problema della scelta tra news cartacea o news su schermo? Spingiamo sulla lettura, cari miei, la questione e il problema non è lo strumento e il mezzo utilizzato per veicolare l’informazione (o la narrativa), ma come. Ergo la lotta non è tra Gutenberg e Zuckerberg. E (ri)cominciamo dall’educazione in età scolare, nei doposcuola che contemplino incontri con le firme del giornalismo, della comunicazione e della letteratura, anche nei luoghi di relax oltre che in quelli deputati a creare cultura. Leggiamo, per favore, e tanto. Ma badando alla qualità, grazie.