Aprire un Bar in franchising: Crema & Cioccolato

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Focalizzare i punti che costituiranno il costrutto decisionale per idealizzare una qualsiasi attività imprenditoriale è il primo step verso la stesura del business plan ad essa di supporto.

Quanto più tale attività è dettagliata tanto maggiore sarà l’impegno nell’analizzare il suo potenziale di sviluppo, in funzione di un’esucuzione precisa di ciascun punto che rendiconterà la convenienza o meno allo start up.

Aprire un bar alla luce di queste considerazioni preliminari può rivelarsi un ottimo investimento ovvero concludersi in un fallimento, poiché prescinde dalla semplice commercializzazione di un bene o servizio in quanto, come qualsiasi attività di somministrazione di alimenti e bevande, il successo è direttamente proporzionale alla capacità di attirare clientela.

Il fattore che più di altri può decretarne il successo è individuare una location ideale e sulla scorta delle sue peculiarità contestualizzare un concept design ossia arredi, aspetto esterno ed interno, che si amalgamino al territorio e al target di clientela ad esso relativo.

Sulla scorta di ciò idealizzare il menù da proporre, il tipo di servizio da offrire, il personale che meglio si possa prestare all’intenzione e al business model che si deciderà di attuare.

Aprire un bar senza esperienza, in tal senso, potrebbe essere molto rischioso poiché per poter avviare al meglio questa attività sarebbe opportuno prima toccare con mano realtà simili, anche per comprenderne tutti i meccanismi.

Ad esempio in funzione del locale quali e quante attrezzature predisporre, dalla tipologia di bancone da adoperare ai frigoriferi e congelatori, nonché elettrodomestici ad uso professionali quali centrifugatori, granitori ecc

Frequentare a tal proposito un corso di gestione e apertura bar potrebbe rivelarsi molto utile, in quanto verranno fornite una serie di nozioni per avere un bagaglio minimo di conoscenze da poter sfruttare nel corso dell’attività.

 

Come gestire un bar e quali sono i requisiti per aprire un bar nel 2018

 

I corsi per aprire un bar vengono tenuti costantemente presso le sedi di Confartigianato e Confocmmercio dislocate sull’inetro territorio nazionale.

Secondo la normativa vigente sono obbligatori poiché, oltre a fornire le linee guida previste per svolgere tale attività, abilitano all’esercizo tramite il rilascio di attestati, per il cui conseguimento sarà necessario sostenere dei semplici esami.

Gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande al pubblico sono la categoria in cui rientrano due tipologie dettagliate di attività bar, vale a dire quelle con e senza somministrazione di alcolici, rispettivamente riferentesi a licenza bar di tipo B e tipo D.

Per potervi accedere è necessario essere in possesso della maggiore età, non essere sottoposti a misure restrittive della libertà personale e non aver riportato procedimenti tributari o giudiziali, quali il pignoramento o il protesto

Al termine di tale corso, facoltativo se si è in possesso di diploma di scuola alberghiera o equipollente, si otterrà la cosiddetta abilitazione SAB, a seguito della quale verrà rilasciata la licenza da parte dei preposti uffici, che varia in funzione delle normative comunali vigenti.

Le licenze per aprire un bar possono essere tanto di nuova emissione quanto rilevate, qualora si decidesse di comprare un bar già avviato, ovviando all’eventuale contingenza sul numero di esercizi disponibili in quel dato comune.

Rilevare un bar non comporta neanche la dia o dichiarazione di inizio attività, mentre sarà comunque indispensabile aprire posizione IVA, effettuare iscrizione presso il registro delle imprese che ha definitivamente soppresso l’obbligo che per aprire un bar serve il rec, regolarizzando al contempo obblighi INPS e INAIL.

Il prezzo licenza per bar non è l’unico onere rilevante cui si andrà incontro, dato che si dovranno attendere le autorizzazioni sanitarie e di agibilità per i locali rilasciate dall’ASL, frequentare un corso HACCP nonché adempire tutti gli obblighi circa la sicurezza sul lavoro, come impiantistica a norma e destinazione d’uso come previsto per legge.

Inoltre nel caso la licenza per bar sia di tipo B si dovrà dare comunicazione presso Agenzia delle Dogane, senza dimenticare quella da trasmettere alla SIAE per la diffusione sonora e d’immagine soggette a copyright.

 

Valutare quando aprire un bar conviene davvero

 

Le spese di un bar sono tante e diverse, gestire un bar ha dei costi variabili non solo in funzione delle metrature, relative utenze e personale necessario, ma anche per i costi di forniture che alla fine della fiera faranno sorgere la domanda spontanea:ma aprire un bar conviene?

Le tasse di un bar incidono in ragione del potenziale e del volume di vendita generato, ecco perché comprare un bar già avviato potrebbe rendere meglio l’idea del rientro ipotetico dell’investimento necessario.

Quanto deve incassare un bar quotidianamente, per giustificare la convenienza a dirottare i propri capitali, è un compito arduo se non si hanno specifiche competenze in materia contabile.

Per tale ragione è opportuno vagliare il consulente che abbia una certa esperienza nel settore, col quale vagliare l’opportunità, ad esempio, di entrare in società in un bar ovvero aprire un bar franchising.

Aprire un bar con i finanziamenti per giovani nel 2018 è un’ipotesi fattibile per avviare un bar in franchising, considerando che aprire un bar in società potrebbe, alla lunga, non rivelarsi una buona idea se no si ha un‘affinità tanto idilliaca con i soci .

Le agevolazioni per aprire un bar puntano molto al franchising, poiché i finanziamenti come quelli a fondo perduto per giovani o per particolari categorie previste, sono di più facile accesso e l’iter di ottenimento è spesso curato dalla stessa casa madre cui ci si rivolge per l’affiliazione.

 

La formula franchising per bar e caffetterie

 

Il budget per aprire un bar può essere molto cospicuo, in ragione di quanto fin’ora esposto, comportando un’esposzione al credito che non si esaurisce con il solo avviamento, ma necessita di plafond costanti da parte di istituti di credito per garantire il regolare svolgimento dell’attività.

Pagamenti ai fornitori, spese vive in costante rincaro quali fitti e utenze hanno spinto molti neo imprenditori ad aprire bar in cooperativa, per cercare di sopperire alle necessità di liquidità con la distribuzione degli oneri fra più soci.

Ma aprire un bar senza soldi, per quanto assurdo possa sembrare, è possibile, poiché bar in franchising senza investimento sono una realtà cui grosse holding nazionali ed internazionali puntano, affinché il brand aziendale da esse proposto possa aver una distribuzione talmente capillare da permettere l’abbattimento dei costi di avviamento.

Il franchising bar caffetteria è una formula in cui la propria indipendenza imprenditoriale in funzione del rapporto di affiliazione non va a scemare, garantendo al tempo stesso lo start up necessario e diversificato in base al tipo di contratto scelto, che mette nelle condizioni di essere operativi in breve tempo.

Sarà il franchisor che provvederà all’allestimento del locale con arredi e decori, all’implementazione necessaria degli utensili e banchi da lavoro, fornendo vetrine espositive, celle frigo e supportando le necessità di magazzino con scorte periodiche dei prodotti commercializzati.

L’impegno del franchisee o affiliato sarà quello di corrispondere i canoni di affiliazione periodici, per goder del marchio e nome aziendali, insegne e campagne pubblicitarie, il know how che sarà il fondamento per poter avviare e proseguire nel modo ottimale.

Caffè e bar in franchising rappresentano una realtà che sta prendendo piede, poiché a fronte di un investimento minimo o addirittura nullo, ci si potrà avventurare in questo tipo di attività senza correre rischi inutili di esposizione personale con il sistema creditizio, sfruttando l’affiancamento di una guida costante, necessaria specialmente se si vuole aprire un bar senza esperienza.

Fonte del 27 aprile 2018: