Il crac di IBS Forex SpA - Parte seconda

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 

La sentenza n.7971/2017 del 18/12/17 della terza sezione civile della Corte di Appello di Roma Pres., rel. ed est. Dott. Giuseppe Lo Sinno, ha inferto un altro colpo alla INVEST Banca Spa di Empoli, difesa dagli avvocati dello Studio Legale Gianni Origoni, Grippo, Cappelli & Partners, coinvolta dalle domande di risarcimento da parte dei risparmiatori “truffati” nella nota vicenda di IBS Forex.

Quest’ultima aveva confezionato senza le necessarie autorizzazioni di legge, prodotti di investimento nel mercato del Forex e aveva raccolto i risparmi di molte famiglie italiane (oltre all’investitore istituzionale Provincia Regionale di Palermo che ha collocato in IBS ben 35 milioni di danaro pubblico), per c.a 60 milioni di euro. Capitale tutto volatilizzato.

 

Ne è conseguita la dichiarazione di fallimento del Tribunale di Como e le condanne penali per gli amministratori e manager della finanziaria.

La sentenza della Corte di Appello di Roma in commento ha ribaltato sostanzialmente il giudicato di primo grado affermando che INVEST BANCA nell’operare come banca depositaria per le attività di IBS FOREX è tenuta a risarcire gli investitori di IBS per responsabilità oggettiva.

“La Banca, avendo aderito all'accordo di collaborazione e collaborando con l'intermediario IBS - dice il Collegio giudicante - ha consapevolmente accettato i rischi insiti in tale sua particolare scelta imprenditoriale”.

Inoltre “sussiste il collegamento negoziale sia dal punto di vista degli interessi perseguiti che dal punto di vista dell’operatività concreta dei soggetti e dell'oggetto, non potendo l'intermediario (IBS) detenere alcuna somma del cliente ed avendo necessità di avvalersi di un istituto di credito che consenta il perseguimento del contratto concluso con il comune cliente”.

Il principio stigmatizzato dal Collegio romano è il seguente: “la Banca è tenuta alla verifica sostanziale e non solo della legittimità formale delle richieste di bonifico pervenute dall'intermediario (IBS) perché lo richiede il preminente interesse della cliente e perché non è ignota alla Banca l’attività in concreto esercitata dalla società (pure correntista dell’Istituto stesso). In presenza di un’operazione manifestamente anomala che possa compromettere l’interesse del correntista che abbia affidato alla banca i propri depositi rientra nei doveri di esecuzione di buona fede il rifiutare il compimento o quanto meno di informarne preventivamente il cliente”.

Il giudicato in commento segue l’altro del Tribunale Civile di Firenze del 29/1/16, Giudice dr. Alessandro Ghelardini, in una causa promossa da c.a 40 risparmiatori per la stessa vicenda, con cui il Tribunale ha delineato la corresponsabilità di INVEST e IBS partendo dai seguenti ulteriori presupposti.

“Premessa l’attività non autorizzata e quindi - abusiva - della IBS FOREX (che svolgeva operazioni di gestione di patrimoni per cui non era abilitata ai sensi dell’art. 106 TUB) e visto il regime, acclarato dal Tribunale, di collaborazione tra IBS e INVEST BANCA (le società operavano in co-branding), quest’ultima - precisa la sentenza - è solidalmente responsabile dei danni arrecati agli investitori in conseguenza della definitiva “volatilizzazione” delle somme veicolate su tali conti a seguito della mala gestio degli amministratori della IBS e del sopravvenuto fallimento di questa. D’altra parte non può dubitarsi della sussistenza in concreto di nesso causale tra la condotta della BANCA ed il danno arrecato agli attori. In difetto della collaborazione commerciale della BANCA, IBS non avrebbe quindi potuto operare”.

Fonte:

 

Nel video la sintesi della Convention IBS Forex nel gennaio 2009: con la presentazione da parte della INVEST Banca SpA del conto corrente collegato ai servizi di gestione della IBS Forex SpA. Nello stesso anno, dopo alcuni mesi, il fallimento di IBS Forex SpA con un buco di oltre 60 Ml di euro svaniti nel nulla.